Il nuovo Decreto-legge del 17 maggio 2022, n. 50, ribattezzato Decreto “Aiuti”, pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale, introduce il bonus 200 euro corrisposto sotto forma di “una tantum” a luglio ed è rivolto a dipendenti e pensionati, che hanno un reddito fino a 35 mila euro lordi e che già sfruttano (per il primo quadrimestre 2022) la riduzione dei contributi Inps dello 0,8%.
Spetta a lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati, stagionali, colf, stagionali e percettori del reddito di cittadinanza.
Il bonus arriverà direttamente nelle buste paga di luglio di lavoratori dipendenti e di pensionati. I lavoratori domestici, disoccupati, co.co.co, lavoratori stagionali, dello spettacolo o intermittenti e percettori del reddito di cittadinanza dovranno fare domanda all’Inps (le istruzioni su come fare domanda verranno fornite dall’Inps). Per i lavoratori autonomi viene istituito un fondo ad hoc da 500 milioni per finanziare l’indennità una tantum.
Per il calcolo del reddito si terrà conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, mentre non rientrano nel conteggio:
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reddito della casa di abitazione e relative pertinenze;
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trattamenti di fine rapporto;
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competenze arretrate sottoposte a tassazione separata;
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ANF, assegni familiari e Assegno unico universale.
Ø Bonus 200 euro: come funziona per dipendenti
Non servirà nessuna domanda per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, sia del pubblico che del privato. Per questa categoria infatti il bonus verrà erogato con la retribuzione nel mese di luglio 2022.
Tuttavia, è previsto il rispetto di determinati requisiti:
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il lavoratore nel primo quadrimestre 2022, deve aver beneficiato (per almeno una mensilità) dell’esonero contributivo di cui all’articolo 1, comma 121, della Legge n. 234/2021, di 0,8 punti percentuali sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore (rientrano tra i soggetti citati all’articolo 1, comma 121, della Legge numero 234/2021, in particolare i lavoratori dipendenti con una retribuzione imponibile ai fini previdenziali, parametrata su tredici mensilità, non eccedente i 2.692 euro mensili);
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il lavoratore dipendente non deve essere titolare di trattamenti pensionistici, compresi assegni di invalidità.
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I lavoratori dipendenti devono presentare una dichiarazione al datore di lavoro di non percepire trattamenti pensionistici o il reddito di cittadinanza. In questo modo, il datore di lavoro in base ai dati reddituali in suo possesso riconosce il bonus direttamente nella busta paga di chi percepisce un reddito inferiore a 35.000 euro lordi annui. In presenza di più rapporti di lavoro occorre fare attenzione perché il bonus 200 euro spetta una volta sola: in caso contrario deve esser restituito tramite la prossima dichiarazione dei redditi.
Ø Bonus 200 euro: come funziona per gli autonomi
La misura, come anticipato, ha tra i beneficiari anche i lavoratori autonomi. Per questi il Decreto Aiuti ha previsto un fondo ad hoc con una dotazione finanziaria 500 milioni di euro, ma per conoscere con esattezza le modalità di erogazione occorrerà aspettare un decreto ministeriale che ne definirà le regole.
L’emanazione del decreto attuativo è prevista entro 30 giorni dalla pubblicazione del Decreto Aiuti in Gazzetta Ufficiale, e solo dopo si conosceranno le modalità con cui il bonus potrà essere richiesto all’Inps.
L’obiettivo del fondo è finanziare il riconoscimento, in via eccezionale, di un’indennità una tantum per l’anno corrente, in favore di:
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lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS;
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professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e di assistenza (di cui al D.Lgs. numero 509/1994 e 103/1996);
i quali:
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non abbiano fruito della stessa misura in qualità di dipendenti, pensionati o altre categorie beneficiarie;
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non abbiano percepito nel periodo d’imposta 2021 un reddito complessivo non superiore a quello che sarà indicato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Ø Bonus 200 euro: come funziona per pensionati ed altre categorie beneficiarie
Per i pensionati l’erogazione avverrà d’ufficio insieme all’assegno della pensione di luglio. Il bonus spetta anche a chi è in prepensionamento. Sarà l’INPS o l’ente previdenziale di riferimento a occuparsi dell’erogazione.
Riceveranno il bonus i titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione non superiore a 35.000 euro lordi.
Ribadiamo che per i pensionati l’accredito viene fatto direttamente dall’Inps in base ai dati reddituali in suo possesso, ma c’è da sottolineare che successivamente, l’istituto effettua i controlli reddituali con l’Agenzia delle entrate e, qualora il limite di reddito fosse superato, recupera la somma erroneamente erogata, chiedendone il rimborso entro un anno.
Inoltre, come già anticipato, beneficeranno del bonus:
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lavoratori domestici che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro, alla data di entrata in vigore del decreto. Devono presentare una domanda all’Inps per ottenere nel mese di luglio il bonus 200 euro. La domanda deve esser presentata tramite gli enti di patronato, cui vanno dichiarati tutti i rapporti di lavoro in essere al 18 maggio 2022.
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disoccupati che abbiano percepito per il mese di giugno 2022, le prestazioni NASpI o DIS-COLL;
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coloro che percepiscono nel 2022 l’indennità di disoccupazione agricola;
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titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del decreto ed iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS, in possesso di redditi, derivanti dai suddetti rapporti, non superiori a 35 mila euro per l’anno 2021;
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lavoratori che nel 2021 siano stati beneficiari di una delle indennità previste dal Decreto legge numero 41/2021 (articolo 10, commi da 1 a 9) e dal Decreto legge numero 73/2021 (articolo 42);
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lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, che nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno cinquanta giornate (il reddito derivante dalle citate attività non dev’essere stato superiore a 35 mila euro nell’anno 2021);
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lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che nell’anno 2021 abbiano almeno cinquanta contributi giornalieri versati, con un reddito derivante dai suddetti rapporti non eccedente i 35 mila euro (sempre per l’anno 2021);
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lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel 2021 siano stati titolari di contratti di lavoro autonomo occasionale (con l’accredito di almeno un contributo mensile alla Gestione separata);
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incaricati alle vendite a domicilio con un reddito 2021, derivante dalle stesse attività, superiore a 5 mila euro, titolari di partita IVA attiva ed iscritti, alla data di entrata in vigore del decreto, alla Gestione separata;
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I percettori del Reddito di Cittadinanza riceveranno il bonus tramite ricarica sulla carta RdC. L’erogazione non avverrà automaticamente a tutti: l’Inps dovrà prima verificare che all’interno del nucleo che percepisce il Reddito di Cittadinanza non ci siano soggetti che hanno diritto al bonus in quanto appartenente ad una delle categorie di soggetti sopra citate.
Le predette figure, allo stesso modo, di colf e badanti, per ottenere il bonus 200 euro devono presentare la domanda: i collaboratori coordinati e continuativi, i lavoratori stagionali, i lavoratori autonomi privi di partita Iva e gli incaricati alle vendite a domicilio.